«Intelligenza» e «artificiale» sono due parole che oggi si trovano ovunque, e proprio per questo si capiscono sempre meno. Tra chi promette rivoluzioni imminenti e chi annuncia catastrofi, distinguere ciò che conta da ciò che è chiacchiera diventa difficile.

Questo libro offre un’alternativa sobria e documentata a quel rumore: un percorso ordinato, storico prima ancora che tecnologico, che non parte dalle macchine ma da noi. Perché non è possibile giudicare una copia senza conoscere l’originale: l’intelligenza e la creatività umane.

Né fede acritica né rifiuto pregiudiziale. Non un sostituto della mente umana, ma uno strumento capace di potenziarla: il modello non è la sostituzione, ma il centauro. Umano e macchina insieme, ciascuno a portare ciò che all’altro manca.